Il Mais Cinquantino della Castellana

Il Mais Cinquantino della Castellana è un mais a ciclo breve, ricordato in letteratura agraria come una delle varietà più pregiate del Veneto, prima che gli ibridi americani ad alta resa, nel secondo dopoguerra, mandassero in disuso la sua coltivazione.

Si trovano testimonianze della sua tipicità e delle buone caratteristiche nella letteratura dei primi del '900.
Tito Vezio Zapparoli (1885-1943), agronomo italiano e padre della maiscoltura italiana, afferma che, tra i Mais Cinquantini di primo e secondo raccolto, "sono molto pregiati quelli coltivati nel triangolo tra Vicenza, Padova e Treviso, e specialmente noti sono il Cinquantino di Castelfranco e quello di Monfalcone..." (T.V. Zapparoli, Il Granoturco, collana Biblioteca Agricola, Paravia 1930).

La Condotta Slow Food della Castellana, con l'aiuto dell'agronomo Renato Ballan e di alcuni agricoltori volontari,  ha lavorato e sta continuando a lavorare dal 2013 al progetto di recupero di questa varietà.
L'obiettivo è di vivere un'esperienza concreta di salvaguardia della biodiversità, selezionando un prodotto "buono, pulito e giusto" e creando valore nell'intero territorio della Castellana.

Lavorare a favore dello sviluppo del Mais Cinquantino significa:
- Salvaguardare la biodiversità: le varietà a ciclo breve (40/50 giorni) sono rare e meno conosciute rispetto a quelle oggi più diffuse attualmente nel territorio (che sono invece a ciclo lungo, 100, 120 giorni e destinate soprattutto ai mangimi animali)
- Risparmiare acqua: la pianta ha bisogno di meno giorni per essere matura e ha quindi bisogno di meno acqua
- Evitare trattamenti: meno giorni in campo significa meno trattamenti chimici e minori possibilità di attacchi fungini (micotossine) 
- Valorizzare il territorio: la castellana, intesa come territorio d’acqua dal Grappa a Venezia (bacino del Muson, Dese, Zero a partire dalla Pedemontana del Grappa alla Laguna Veneta) è un territorio storicamente vocato alla produzione di mais di buona qualità organolettica

Dopo aver ottenuto dall'istituto per la maiscoltura di Bergamo alcuni semi, nella primavera del 2013 i volontari hanno cercato del terreno isolato da coltivazioni di altro mais per evitare contaminazioni.
La prima semina, nel 2013, ha coinvolto solo 300 semi e 2 diverse aziende agricole (l'Az. Agr. Ca' de Memi e l'Az. Agr. Haussmann Rizzetti), ha portato al piccolo raccolto di 15 kg di farina da polenta.
Sono state inoltre selezionate le migliori pannocchie per la semina dell'anno successivo, che ha coinvolto un gruppo di agricoltori più numeroso. 

Grazie all'entusiasmo di qualche amico, circa una decina di persone hanno messo a disposizione la propria terra nel 2014 per piantare la loro piccola quantità di mais. 

Il progetto vuole essere un esempio concreto di salvaguardia, tutela e recupero della biodiversità del Veneto: una testimonianza di come si possa fare molto per la biodiversità anche nel proprio piccolo, con un gruppo di amici e appassionati.

Grazie a questi bravi agricoltori e ai colleghi ristoratori, il desiderio è capire se questo piccolo progetto può avere anche un senso non solo etico ma anche economico, e se ci sia l'interesse a vedere il prodotto come possibile fonte di reddito per una nuova filiera di territorio.

Abbiamo presentato la prima farina in una prima cena "a porte chiuse" a fine Novembre 2013 presso Ca' de Memi, insieme ad alcuni addetti ai lavori: il Professor Renato Ballan che sta seguendo da vicino il progetto, alcuni membri del Comitato di condotta di Slow Food Castellana, esponenti di Slow Food Veneto, ristoratori, agronomi esperti di maiscoltura.

Il menu era interamente a base di farina di Mais Cinquantino e di farina di Mais Biancoperla (il presidio Slow Food della Castellana) e hanno cucinato a più mani Michela Tasca di Ca' de Memi, Fabio Cattapan del ristorante Pironetomosca di Treville e la Pasticceria Zorzi di Castelfranco Veneto.

Ti abbiamo incuriosito? Ti piace il progetto? Chiedici informazioni! Scrivi a info@cadememi.it oppure a comitato@slowfoodcastellana.it 

LA PRIMA RACCOLTA DEL MAIS CINQUANTINO - ESTATE 2013